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Le saline naturali e “li carcagni tosti”


Le marine
La storica Chiesa di Santa Sofia
Le saline naturali e “li carcagni tosti”
La storica Chiesa di Santa Sofia
Grazie alla morfologia della costa caratterizzata da una bassa scogliera i Corsanesi hanno da sempre raccolto il sale.
Utilizzato in tutte le case per la conservazione dei cibi, il sale è stato il prodotto più redditizio per i Corsanesi.
Con l’istituzione del Monopolio di Stato nel 1862 il sale veniva raccolto e contrabbandato anche nei paesi limitrofi.
Il sale veniva raccolto dalle conche naturali o scavate nella roccia che troviamo lungo la scogliera rocciosa.
Queste venivano collegate da canaletti scolpiti con martello e scalpello per favorire la pulizia.Dopo le ultime mareggiate di maggio, ogni giorno si scendeva a raccogliere lo strato di sale formatosi sulle conche dal giorno prima.
Si scendeva dal centro abitato percorrendo i tratturi a piedi nudi (da qui il nome calcagni tosti) e nascondendosi dai Finanzieri che erano sempre in allerta a contrastare il contrabbando del sale.
danilo zaia
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Chiesa di Santa Sofia


Luoghi di interesse religioso
La storica Chiesa di Santa Sofia
Chiesa di Santa Sofia
La storica Chiesa di Santa Sofia
Alle 22,15 del 17 aprile 1932 crollava il campanile dell’antica chiesa di S. Sofia, che cessava di esistere per il danno causato dalla valanga dei massi abbattutasi sopra.
Per fortuna data l’ora tarda e la giornata domenicale il disastro non arrecò alcun danno alle persone, tuttavia Corsano perdeva il suo più antico monumento.
La Chiesa di Santa Sofia risaliva al periodo tardo bizantino, in origine era a croce greca ma col passar del tempo subì diversi restauri e aggiunte sicché si trasformò a croce latina.
La struttura originale della Chiesa si articolava in un’unica navata, possedeva il coro dietro l’altare maggiore, il cappellone dedicato al protettore del paese S. Biagio, il cappellone dedicato al Crocefisso ed il cappellone nuovo, così detto forse perché di più recente costruzione.
Possedeva, infine, gli altari dedicati a S. Gennaro, S. Sofia, S. Antonio e alla Madonna Addolorata.
Queste notizie le ricaviamo dalle Memorie del Parroco del tempo Don Marco Blasio, il quale ancora così scrive:
“Il 22 aprile 1934, finalmente, l’umile sottoscritto, per delegazione ricevuta dal Rev.mo Vicario generale Mons. Felice Maritati, benediceva la prima pietra della nuova chiesa.
Tutta la popolazione partecipò ed immensa era la gioia.
Poneva la prima pietra come padrino il gentilissimo nostro concittadino Cav. avv. Giuseppe Cazzato di Pasquale con il discorso di occasione del Rev.mo Mons. Pricci, arciprete parroco di Presicce.
Alla solenne cerimonia era presente il cav. Vito Bleve, podestà di Corsano, l’ing. Benito Leante, il progettista, il sig. Biagio Bleve ed altre notabilità del paese e il responsabile dei lavori sig. Pantaleo Durante di Tricase.
Sotto la prima pietra venne collocata una pergamena firmata dall’Ecc.mo Prefetto della Provincia sig. Salvatore Strano, dal parroco, dal podestà, dall’ing. Leante e da altri, onde tramandare ai posteri la memoria della cerimonia.
Il 28 giugno 1939 il nostro Ecc.mo Vescovo, Mons. Giuseppe Ruotolo, venne a Corsano per benedire la nuova chiesa, pur restando senza intonaco, senza finestre e senza pavimento, per poter celebrare la messa nei giorni festivi per comodità del popolo e difatti la prima messa veniva celebrata da me sottoscritto il 29 giugno.E così io che fui l’ultimo a celebrare nella vecchia chiesa, fui il primo a celebrare nella nuova“.
La nuova chiesa di S. Sofia, progettata dall’ing. Benito Leante di Galatone, stilisticamente si differenzia moltissimo dalla precedente, la quale era composta da un’unica navata con il corollario di varie cappellette.
La chiesa, così come la vediamo oggi, si articola in tre ampie navate e richiama l’arte romanica.
Possiede tre altari, il maggiore dedicate alla titolare S. Sofia, i due laterali rispettivamente a S. Biagio ed alla Madonna del Rosario. Questa chiesa, ovviamente, è sorta sull’area della precedente orientata sull’asse Est-Ovest. II nuovo orientamento, però, si colloca sull’asse Nord-Sud.
danilo zaia
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Palazzo Feudale Capece


Luoghi di interesse storico culturale
L’itinerario per scoprire centro storico e zona rurale di Corsano
Palazzo Feudale Capece
L’itinerario per scoprire centro storico e zona rurale di Corsano
Nel 1190 il re normanno Tancredi donò Corsano a Fabiano Securo; Corsano faceva parte della Contea di Alessano nel Principato di Taranto (1088-1463).
Alla fine del XIV secolo Corsano appartenne a Lucrezia Bellante, ai De Frisis nel 1514, ai De Capua, ai Filomarino nel 1596, ai Securo, ai Cicala nel 1613 ed ai Capece nel 1636 fino all’eversione della feudalità, nel XIX secolo (2 agosto 1806).
Nel XVII secolo i Baroni Capece edificavano a Corsano un castello la cui struttura, oggi, appare notevolmente rimaneggiata per le tante aggiunte e manomissioni che nel tempo sono state operate.
Di modeste dimensioni, il castello non offre al visitatore grande motivo di interesse, eccetto per il giardino pensile e un agrumeto.
La costruzione possiede alcuni bassorilievi di modesta fattura artistica e si trovano nelle sale centrali del piano superiore.
Come in ogni vecchio maniero, anche per il Castello di Corsano esiste una vecchia leggenda: si dice che i Capece vi fecero costruire un passaggio segreto, u travùcculu (il trabocchetto), cioè un percorso sotterraneo della cui esistenza doveva esserne a conoscenza solo il barone che, in caso di pericolo, avrebbe raggiunto rapidamente l’aperta campagna. Per garantire il segreto di questo passaggio, il barone fece uccidere il progettista e il costruttore dell’opera.
Il Castello di Corsano fino agli anni ottanta veniva utilizzato per il deposito del tabacco, oggi è in stato di abbandono e in attesa di un recupero. Possedeva una cappella dedicata a San Vito ma non vi è traccia tranne che nella memoria degli anziani.
I Capece furono particolarmente devoti a S. Domenico, si dice che, per grazia ricevuta, essendo scampato un loro familiare ad un pericoloso nubifragio, fecero costruire a Novaglie, una cappelletta dedicata al santo.
Oggi la chiesetta non esiste più, tuttavia a memoria della devozione dei Capece e del tempietto, in alcuni passi dell’archivio parrocchiale di Corsano si legge: ” … messe piane celebrate nella cappella di S. Domenico in Novaglie per conto del barone Capece“.
Eccetto il castello e qualche chiesetta, i feudatari di Corsano non fecero alcunché per il paese, almeno per tutto il XVII secolo.
Costoro appartenevano alla nobiltà che dalla campagna traeva molte rendite, e i coloni del casale di Corsano conducevano una precaria esistenza poiché tutto, o quasi, veniva incamerato dal barone, il quale esercitava privilegi vecchi e nuovi, tra i quali le tasse sui beni immobili, sui lavori, sul pascolo, le decime che puntualmente pretendeva sulle varie fasi di produzione e di lavorazione dei prodotti agricoli, zootecnici e artigianali.
Il popolo veniva vessato anche dal diritto di privativa secondo il quale era costretto a vendere al barone e ai prezzi che questo imponeva, doveva molire le olive nei frantoi del feudatario, non poteva esercitare determinate attività, delle quali il nobile se ne riservava l’esclusiva, e poi sulle fanciulle incombeva l’umiliante e barbarico jus primae noctis.
In queste condizioni ogni progresso sociale veniva inibito, l’analfabetismo imperava, la miseria morale si aggiungeva a quella economica.
Nemmeno quando furono emanate le leggi eversive della feudalità i baroni si rassegnarono a cedere il loro potere.A Corsano, le angherie feudali durano fino all’inizio del 900; le delibere comunali, sino al 900, portavano la firma del Barone Capece con il quale si estinse il ramo della famiglia che per secoli aveva signoreggiato a Corsano.
danilo zaia
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Itinerario storico culturale consigliato


Luoghi di interesse storico culturale
L’itinerario per scoprire centro storico e zona rurale di Corsano
Itinerario storico culturale consigliato
L’itinerario per scoprire centro storico e zona rurale di Corsano
Partendo dal centro storico, dove vi trovate adesso nei pressi della Cappella di San Biagio, viene naturale spingersi in direzione della Zona Pozze, dove la campagna e la natura di Corsano permettono di passeggiare in tranquillità o di fermarsi per un picnic nella zona attrezzata.
Per chi ha voglia di percorso più lungo, si prosegue verso la Cappella di S. Maura, dove camminatori, ciclisti e famiglie si ritrovano quasi quotidianamente senza darsi appuntamento, ma semplicemente richiamati dalla bellezza del luogo.
In bici o a piedi è già possibile sentire il richiamo del mare, che invita a proseguire lungo la via, passare per un semplice trekking lungo le Vie del Sale e scendere giù, dove si intravede l’acqua del mare che, anticamente, permetteva ai corsanesi di un tempo di raccogliere il sale.
Il dopocena estivo a Corsano vede come tappa obbligatoria a La Guardiola.
Dal punto ristoro, oltre a poter godere di una vista incredibile al sorgere della luna, si può scendere comodamente al mare lungo la scalinata per poi tuffarsi direttamente nell’acqua limpida.
A Torre Specchia Grande ci si può sposare nella cornice del mare, della scogliera e del suggestivo edificio che rappresenta uno dei punti panoramici più incredibili del patrimonio della comunità di Corsano.
Partendo, invece, verso la centrale Piazza S.Biagio, in un immaginario percorso che attraversi tutti i luoghi più importanti della Città di Corsano, è possibile alternare visite a edifici storici o a elementi naturalistici immersi nella meravigliosa campagna che circonda il centro il abitato.
La Chiesa di S. Biagio infatti, dedicata al santo ausiliatore che protegge dal mal di gola, dà il nome alla piazza stessa e merita una visita attenta.
Proseguendo la visita in direzione del Palazzo Feudale Capece, antica dimora della nobile famiglia, è possibile rivivere un passato che grazie a questa struttura (utilizzata in parte dal gruppo Scout di Corsano e da poco di proprietà del Comune che avrà la possibilità di recuperarlo e valorizzarlo) riporta l’immagine della suddivisione della società dei primi del 1800.
Le cappelle e le congreghe come quella dell’Immacolata, sono testimonianza di una fede e di una devozione fortemente radicate ancora oggi nella vita quotidiana.
Da qui è sempre possibile allontanarsi dall’abitato e spingersi, anche a piedi, in direzione del mare dove incontriamo di nuovo la Cappella di Santa Maura ultimo edificio sacro lungo il percorso iniziato in città.
Da questo punto inizia, proseguendo in direzione del bosco ‘Nzepe, il sentiero naturalistico delle Vie del Sale, vanto e orgoglio degli abitanti di Corsano, che devono il loro soprannome alla pratica di camminare a piedi nudi sulle rocce delle saline naturali; pratica che rendeva la pianta del piede particolarmente dura e dalla quale arriva il nome di “carcagni tosti”.
Il sentiero si conclude a Torre Specchia Grande, dalla quale è possibile tornare verso il centro abitato dopo aver ammirato il panorama sino al Faro di Otranto.
danilo zaia
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I sentieri delle Vie del Sale – L’Itinerario consigliato dal Parco


1 Itinerari naturalistici
Tra natura e storia seguendo antichi tratturi costieri. L’itinerario, consigliato dal Parco Naturale, permette di conoscere paesaggi e tradizioni locali
I sentieri delle Vie del Sale – L’Itinerario consigliato dal Parco
Tra natura e storia seguendo antichi tratturi costieri. L’itinerario, consigliato dal Parco Naturale, permette di conoscere paesaggi e tradizioni locali
Da Marina Serra a Torre Nasparo
Partiamo da Marina Serra, in prossimità di Torre Palane, antica torre di avvistamento aragonese.
Proseguiamo in direzione Sud, camminando lungo costa, dove si possono osservare le splendide piscine semi-naturali e le grotte marine scavate dall’acqua dolce nella roccia calcarea, lavorate dall’uomo per ricavare piccoli approdi; disegnano oggi un ambiente costiero caratteristico e rappresentano una piccola oasi e un caratteristico ecosistema marino oltre che un ottimo punto per praticare dello snorkeling o fare un bagno.
L’itinerario prosegue imboccando il Sentiero del Nemico che risale la costa con discreta pendenza e prosegue sulla sommità della serra costiera lungo un suggestivo sentiero al di sopra della Grotta Matrona, una meravigliosa grotta carsica che si apre a livello del mare. L’itinerario prosegue lungo il Sentiero del Nemico in posizione panoramica ed arriva presso la suggestiva Torre Nasparo, anche questa torre di avvistamento aragonese. Qui si può fare una piccola sosta e godere di un punto di osservazione eccezionale.
Da Torre Nasparo a Funnuvojere
L’itinerario prosegue discendendo sulla costa sotto la torre e proseguendo lungo il Sentiero Grotta del Soffio; questo tratto presenta una certa difficoltà di percorrenza in quanto le mareggiate ricorrenti smuovono grossi massi facendo perdere, in alcuni punti, la traccia originaria. Si consiglia pertanto di seguire attentamente la traccia GPS.
Giungiamo così alla Marina di Corsano, in località Scalamasciu, e proseguendo sul sentiero direzione Sud sino a raggiungere località Funnuvojere lì dove questo meraviglioso itinerario si connette con i Sentieri delle Vie del Sale. Questi meravigliosi sentieri sono gli antichi tratturi usati per connettere la parte alta del paese di Corsano con la costa, lì dove si usava raccogliere il prezioso sale, che riempiva le caratteristiche pozze di marea, una volta evaporata l’acqua marina.
L’itinerario segue il Sentiero Tratturo Funnuvojere – Calaveddha, uno splendido tratturo costiero che corre parallelo alla costa e che attraversa un ambiente caratteristico ed unico caratterizzato dai muretti a secco che lambiscono il mare, intervallati dalle caratteristiche “mantagnate” e tratti di sentiero su roccia che si spinge sulla sommità splendide falesie a strapiombo sul mare. L’itinerario in questo tratto è suggestivo e mozzafiato, si prosegue camminando immersi nella macchia mediterranea e la flora rupicola che cresce sui versanti calcarei e sulle falesie che strapiombano in mare.
Da Funnuvojere a Torre Specchia Grande
L’itinerario risale lungo la costa proseguendo sul Sentiero Tratturo Scalapreola
Da qui risale sulla parte alta della costa fino ad intercettare la stradina comunale Pozze – Santa Maura, la si percorre per circa 500 metri fino ad incontrare l’indicazione per Torre Specchia Grande
Si gira a sinistra per la sterrata che porta alla Torre dove è possibile fare una sosta e godere del bellissimo panorama.
Da qui si prosegue in direzione nord per il Tratturo N’zepe.
Lungo e splendido tratturo delle Vie del Sale che si snoda parallelo alla linea di costa proprio sul ciglio del pianoro nella parte alta del costone.
Si attraversa un fitto ambiente di macchia con frammenti di oliveti spesso in abbandono colturale.
Da Bosco ‘Nzepe a Marina Serra
Si giunge così a Bosco N’Zepe lo si costeggia seguendo i due lati sulla sinistra e si svolta a destra per la stradina asfaltata (strada vicinale Siepi), la si percorre fino all’incrocio a T dove si prende a destra e dopo circa 100 m a sinistra seguendo la strada comunale Monterone fino alla strada comunale Bulano prendendo il ramo di sinistra fino all’incrocio dove si prosegue a destra per circa 160 m e poi a sinistra immettendosi nella strada comunale Cravonazze; percorsa tutta questa stradina in direzione della costa si giunge al piazzale di Torre Nasparo.
Dopo la lunga camminata è d’obbligo una sosta ad uno dei siti più panoramici del Parco; da questo punto, infatti, nelle belle giornate, si può vedere il Faro della Palascìa in direzione Nord ed il promontorio di Leuca a Sud.
A questo si ripercorre il tratto già fatto all’andata, parallelamente alla strada litoranea e poi tagliando in discesa per il Sentiero del Nemico per ritornare al punto di partenza, Torre Palane in località Marina Serra.
Dal QR-Code è possibile scaricare la traccia gps.
È possibile visionare tutti i sentieri ed itinerari del Parco Naturale Regionale Otranto – Santa Maria di Leuca sul sito www.sentierinelparco.it
danilo zaia
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I sentieri delle Vie del Sale – La storia


Itinerari naturalistici
Corsano nel cuore del Parco “Otranto – Santa Maria di Leuca e Bosco di Tricase” – La storia dei sentieri delle Vie del Sale
I sentieri delle Vie del Sale – La storia
Corsano nel cuore del Parco “Otranto – Santa Maria di Leuca e Bosco di Tricase” – La storia dei sentieri delle Vie del Sale
Il territorio di Corsano si estende per 908 Ha tra la Serra dei Cianci e la costa rocciosa adriatica. La fascia costiera degrada rapidamente verso mare con forti pendenze, ed è esposta a venti di grecale, maestrale, levante e scirocco.
Al margine dell’altipiano in posizione dominante e panoramica sul mare, si trova un tratturo, tipico sentiero delimitato da muretti a secco, che corre parallelamente alla linea di costa, denominata ‘Nzepe per il tratto nord e Bortoli per quello a sud.
In passato, prima della realizzazione della strada litoranea (1958), il sentiero rappresentava l’unica via di accesso ai fondi situati lungo la fascia costiera che, partendo da quota 120m s.l.m. scendevano rapidamente verso il mare e collegando i fondi terrazzati.
I diversi terrazzamenti erano collegati tra loro da scalette in pietra che si accostavano ai muretti di delimitazione degli stessi.
Dal sentiero principale, a seguito dell’istituzione del catasto onciario del 1740, furono realizzati nuovi tratturi, trasversali, pedonali e portavano verso mare, sempre delimitati da muretti a secco dell’altezza media di 1 metro circa.
Partendo da nord, abbiamo i tratturi Monterone, Scalapreola e Scalamunte.
Tali tratturi erano utilizzati per risalire dalla costa, dove, fin da epoche antiche, i Corsanesi erano dediti alla produzione del sale.
Attualmente i tratturi sono inseriti nella sentieristica ufficiale del Parco Naturale Regionale Otranto Leuca e Bosco di Tricase.
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Scalamasciu – Marina di Corsano Loading Map-
Chiesa di Santa SofiaChiese e cappelle39.8903, 18.3702
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Palazzo Feudale CapecePalazzo storico39.888100959158, 18.367781813581
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Torre Specchia GrandeTorre costiera39.879511726264, 18.394919779436
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Vie del saleAntichi tratturi39.889588793161, 18.398298483308
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Vie del saleAntichi tratturi39.889588793161, 18.398298483308
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